I flussi elettorali
Stima delle transizioni tra Europee 2024, Referendum 2026 e classi d’età
L’analisi dei flussi elettorali rappresenta il passaggio dalla descrizione dei risultati alla stima delle relazioni tra consultazioni diverse.
Per flussi elettorali si intendono le transizioni stimate tra una scelta elettorale precedente e una scelta successiva. In questo lavoro, l’attenzione è rivolta soprattutto al rapporto tra il voto espresso alle Elezioni europee 2024 e il comportamento osservato nel Referendum 2026.
Le stime possono essere interpretate come ricostruzioni statistiche coerenti con i margini osservati.
La metodologia utilizzata è l’inferenza ecologica. Essa consente di stimare, a partire dalla distribuzione territoriale dei voti, le principali direzioni di movimento tra aree politiche, voto referendario e astensione.
I risultati vanno letti con cautela, ma offrono indicazioni utili per comprendere come il risultato referendario di Spoleto possa essersi formato a partire dalla struttura elettorale precedente.
La Tabella 5 presenta la matrice dei flussi elettorali tra le Elezioni europee 2024, riportate sulle righe, e il Referendum 2026, riportato sulle colonne, espressa come distribuzione condizionata per origine.
I flussi vanno letti per riga: ogni riga rappresenta la destinazione del voto degli elettori delle Europee 2024 verso il Referendum 2026, con somma pari al 100%.
La categoria “Altri” include anche la Lega Salvini Premier, aggregata per ragioni metodologiche, come meglio spiegato nella nota metodologica finale, al fine di garantire una maggiore stabilità della stima.
Nel complesso, il voto referendario 2026 rispecchia in larga misura gli orientamenti nazionali dei rispettivi partiti, con intensità differenziata.
Gli elettori di Fratelli d’Italia si orientano quasi esclusivamente verso il Sì, pari al 98,91%, mostrando una coerenza molto elevata. Anche Forza Italia presenta una netta prevalenza del Sì, pari al 92,23%.
Il Partito Democratico si colloca sul versante opposto, con una forte concentrazione sul No, pari al 91,39%. Il Movimento 5 Stelle evidenzia un orientamento molto marcato verso il No, pari al 96,56%.
Un elemento di interesse riguarda Alleanza Verdi e Sinistra, che, pur orientata prevalentemente verso il No, pari al 70,08%, presenta una quota apprezzabile di Sì, pari al 29,92%, segnalando una minore fedeltà agli orientamenti partitici nazionali.
Le componenti residuali mostrano dinamiche più articolate. Gli Altri presentano una distribuzione più frammentata, con una quota rilevante di astensione, pari al 37,42%.
Gli astenuti alle Europee 2024 confermano in larga parte la non partecipazione, pari al 61,45%, ma con una quota significativa di rientro al voto.
TABELLA 5
Il Grafico 13 è un diagramma di Sankey che rappresenta la matrice dei flussi illustrata nella tabella precedente, mantenendo la stessa logica di lettura per riga.
Come nella tabella, ogni partito delle Elezioni europee 2024 è analizzato in termini di distribuzione degli esiti referendari, cioè Sì, No e Astenuti, tra i propri elettori.
È possibile utilizzare il menu di selezione per effettuare un focus su un singolo partito, facilitando la lettura delle singole dinamiche.
La rappresentazione tramite Sankey consente una lettura immediata e intuitiva dei flussi, mantenendo la coerenza con l’impostazione analitica della matrice.
GRAFICO 13
La Tabella 6 presenta la composizione stimata degli esiti del Referendum 2026 in base ai bacini elettorali delle Elezioni europee 2024.
A differenza della Tabella 5, qui la lettura è per colonna. Non si osserva più la destinazione stimata di ciascun gruppo di origine, ma la composizione interna di ciascun esito referendario. In altri termini, la domanda non è più “dove sono andati i bacini elettorali del 2024?”, ma “da quali bacini risulta composto il Sì, il No e il non voto del 2026?”.
Questa distinzione è importante. La lettura per riga misura la distribuzione di un bacino di partenza; la lettura per colonna misura invece il contributo dei diversi bacini alla formazione dell’esito finale. Un gruppo può essere molto compatto nella propria destinazione, ma incidere poco sul risultato complessivo se numericamente ridotto. Al contrario, un bacino molto ampio può pesare molto nella composizione finale anche se al proprio interno risulta meno omogeneo.
Secondo la stima, il Sì risulta composto in misura rilevante dal bacino di Fratelli d’Italia, a cui si aggiungono altri segmenti del centrodestra e una quota significativa proveniente dagli astenuti delle Europee 2024. Questo dato suggerisce che il successo del Sì non derivi soltanto dalla coerenza dei bacini politici più favorevoli al referendum, ma anche dalla capacità di intercettare una parte dell’elettorato che nella consultazione precedente non aveva partecipato.
Il No presenta una composizione più articolata. Vi contribuiscono in modo significativo il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e una quota proveniente dagli astenuti europei. Ne deriva un profilo meno concentrato su un unico bacino politico e più plurale nella sua formazione. Il No appare quindi come il risultato della convergenza stimata di più componenti, prevalentemente collocate nell’area alternativa al centrodestra, ma non riducibili a una sola provenienza elettorale.
Gli Astenuti al referendum risultano invece composti in larga misura da elettori già astenuti alle Europee 2024. Questo elemento conferma la presenza di una componente stabile di non partecipazione, che attraversa le consultazioni e tende a rimanere fuori dal voto. L’astensione, dunque, non va considerata come un semplice residuo statistico, ma come un comportamento elettorale persistente e strutturale.
La Tabella 6 consente quindi di leggere gli esiti referendari come aggregati compositi. Il Sì, il No e l’astensione non sono blocchi omogenei, ma risultati costruiti dall’incontro tra appartenenze politiche precedenti, diversa mobilitazione dei bacini elettorali e persistenza del non voto.
Nel complesso, la tabella mostra che i bacini elettorali delle Europee 2024 contano in modo rilevante nella composizione degli esiti referendari del 2026. Il Sì e il No non appaiono come esiti casuali o territorialmente indifferenziati, ma come risultati fortemente connessi alle appartenenze politiche precedenti. La lettura per colonna permette di capire da quali aree elettorali provengano i voti che compongono ciascun esito, evidenziando al tempo stesso il ruolo dell’astensione, sia come permanenza del non voto sia come possibile rientro parziale nella partecipazione referendaria.
TABELLA 6
Il Grafico 14 rappresenta la trasposizione grafica della tabella precedente mediante istogrammi a barre sovrapposte, mantenendo la logica di lettura per colonna.
Ogni barra, cioè Sì, No e Astenuti, mostra la composizione percentuale degli esiti referendari 2026 in funzione della provenienza elettorale, con somma pari al 100%.
La rappresentazione consente una lettura immediata delle componenti, evidenziando il peso relativo dei diversi partiti e degli astenuti nella formazione dei risultati.
Il grafico è inoltre interattivo. Passando il mouse sulle diverse porzioni è possibile visualizzare il dettaglio dei contributi, facilitando l’analisi puntuale.
GRAFICO 14
La Tabella 7 presenta i flussi stimati tra classi d’età ed esiti del Referendum 2026.
La lettura è per riga. Per ciascuna classe anagrafica si osserva la distribuzione stimata verso Sì, No e Astenuti. Ogni riga ha quindi somma pari al 100%.
Il dato più rilevante riguarda il rapporto tra intensità dell’orientamento e peso numerico delle classi d’età. Secondo la stima, la fascia 18–34 anni mostra il differenziale percentuale più marcato a favore del No. In termini relativi, dunque, la componente giovane appare quella più nettamente orientata verso il No.
La classe 65 anni e oltre presenta invece una prevalenza stimata del Sì sul No. Questo differenziale appare meno pronunciato di quello osservato tra i giovani a favore del No, ma riguarda una componente numericamente più consistente del corpo elettorale.
La fascia 35–64 anni si colloca in una posizione intermedia. Il suo profilo appare più equilibrato, con una distribuzione sostanzialmente divisa equamente tra Sì e No e una quota significativa di astensione. Proprio per questo, pur essendo la classe più numerosa, non imprime da sola una direzione netta al risultato referendario.
La dinamica complessiva può quindi essere letta come l’incontro tra tre elementi: un No relativamente più intenso tra i giovani, un Sì meno sbilanciato ma sostenuto da una componente anziana numericamente rilevante, e una classe adulta divisa equamente. In questo quadro, il peso numerico della componente anziana finisce per prevalere con l’orientamento complessivo a favore del Sì.
Questa distinzione è decisiva. Una classe può essere più caratterizzata sul piano percentuale, ma incidere meno sul risultato complessivo se pesa poco nel corpo elettorale. Viceversa, una classe più numerosa può risultare determinante anche con un differenziale percentuale meno marcato.
La Tabella 7 suggerisce dunque una frattura anagrafica del voto referendario, ma non una contrapposizione simmetrica. I giovani appaiono più nettamente orientati verso il No in termini relativi; gli anziani appaiono più favorevoli al Sì e, soprattutto, sono numericamente più consistenti. La classe adulta, non schierandosi nettamente da una parte, lascia che l’equilibrio finale sia determinato dal rapporto tra intensità relativa del voto giovane e peso quantitativo del voto anziano.
Il risultato va naturalmente interpretato come stima su dati aggregati per sezione.
La lettura è coerente con i grafici a dispersione precedenti: le sezioni più giovani tendono a mostrare una maggiore incidenza del No, mentre quelle più anziane tendono a mostrare una maggiore incidenza del Sì.
In sintesi, la Tabella 7 mostra che il risultato referendario non dipende solo dalla direzione delle preferenze, ma anche dalla struttura demografica del corpo elettorale. Il No ha una maggiore intensità relativa nella fascia giovane, ma questa componente è meno numerosa; il Sì ha una prevalenza relativa nella fascia anziana, meno forte sul piano percentuale, ma sostenuta da una base elettorale più ampia. È questa combinazione tra intensità e numerosità a contribuire alla prevalenza finale del Sì nel territorio del Comune di Spoleto.
TABELLA 7
Il Grafico 15 è un diagramma di Sankey che rappresenta i flussi tra classi d’età ed esiti del Referendum 2026, quale trasposizione grafica della tabella precedente.
La lettura avviene da sinistra a destra. Ciascuna classe d’età è collegata agli esiti, cioè Sì, No e Astenuti, attraverso bande proporzionali, che esprimono la distribuzione dei comportamenti di voto.
La rappresentazione consente una lettura immediata delle differenze tra le classi d’età, evidenziando l’orientamento prevalente e il peso relativo delle diverse destinazioni.
È inoltre possibile utilizzare il menu di selezione per focalizzare l’analisi su una singola classe d’età.
GRAFICO 15
La Tabella 8 presenta la composizione dell’esito referendario 2026 per classi d’età, espressa come distribuzione per colonna.
La lettura è quindi per colonna: per ciascun esito, cioè Sì, No e Astenuti, si osserva quale sia il contributo delle diverse classi anagrafiche, con somma pari al 100%.
Il Sì è composto prevalentemente dalla classe 65 anni e oltre, pari al 46,95%, seguita dalla classe 35–64 anni, pari al 38,16%, mentre la componente 18–34 anni risulta più contenuta.
Il No presenta una distribuzione più equilibrata, con una prevalenza della classe 35–64 anni, pari al 42,14%, seguita dai giovani, pari al 37,90%, e da una quota più contenuta della classe 65 anni e oltre.
Gli Astenuti derivano in larga parte dalla classe 35–64 anni, pari al 54,18%, e dalla classe 65 anni e oltre, pari al 41,69%, mentre il contributo dei giovani è marginale.
Nel complesso, la tabella evidenzia come gli esiti referendari siano il risultato della diversa composizione demografica dei votanti e dei non votanti, con un ruolo particolarmente rilevante della classe più adulta, cioè quella dei 65 anni e oltre, nella determinazione del risultato finale favorevole al Sì a Spoleto.
TABELLA 8
Il Grafico 16 rappresenta la trasposizione grafica della tabella precedente mediante istogrammi a barre sovrapposte, mantenendo la logica di lettura per colonna.
Ogni barra, cioè Sì, No e Astenuti, mostra la composizione percentuale per classi d’età, con somma pari al 100%.
La rappresentazione consente una lettura immediata del contributo delle diverse fasce anagrafiche ai singoli esiti referendari, evidenziando le differenze nella struttura demografica di Sì, No e astensione.
Il grafico svolge quindi una funzione di sintesi visiva, facilitando l’interpretazione dei dati senza aggiungere ulteriori informazioni rispetto alla tabella.
GRAFICO 16
