SPOLETO, LA SUA STRADA E LA GRANDE STORIA

da Alfredo

Quella che noi oggi chiamiamo Umbria, storicamente ha avuto due cittร  piรน importanti delle altre: ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ e ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ.
๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ deve lโ€™origine della sua grandezza agli ๐—˜๐˜๐—ฟ๐˜‚๐˜€๐—ฐ๐—ต๐—ถ.
๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ agli antichi ๐—ฅ๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ถ.
๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ era strategica per gli Etruschi perchรฉ si trovava sul confine orientale del loro dominio, in una posizione favorevole sia per il controllo della Valle del Tevere sia per le vie che conducevano verso lโ€™Adriatico.
๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ fu strategica per gli antichi Romani per ragioni non troppo dissimili, in quanto presidio militare sulla grande Valle Umbra, essendo posta lungo la ๐—ฉ๐—ถ๐—ฎ ๐—™๐—น๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐—ฎ, la grande arteria consolare che collegava Roma all’Adriatico, al Nord della Penisola e dunque allโ€™Europa.
Pur tenendo conto che ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ, nella fase piรน antica della Via Flaminia, fosse probabilmente posta lungo una diramazione del tracciato originario, รจ rilevante notare che ebbe un ruolo nel ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฝ๐—ถ๐—ป๐—ด๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ le truppe di ๐—”๐—ป๐—ป๐—ถ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ dopo la Battaglia del Trasimeno, incarnando dunque anche una ๐—ณ๐˜‚๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐—ณ๐—ฒ๐—ป๐˜€๐—ถ๐˜ƒ๐—ฎ del percorso di accesso alla stessa ๐—ฅ๐—ผ๐—บ๐—ฎ.
Spingendici sul terreno scivoloso della storia congetturale, รจ possibile che ๐—š๐—ถ๐˜‚๐—น๐—ถ๐—ผ ๐—–๐—ฒ๐˜€๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ, di ritorno verso Roma dalla vittoriosa campagna di Gallia, dopo aver attraversato il fiume Rubicone, abbia anche utilizzato il sistema viario della Via Flaminia e che quindi possa aver attraversato il territorio spoletino.
Le origini della grandezza di Perugia stanno dunque agli Etruschi, come quelle della grandezza di Spoleto stanno agli antichi Romani.
Poichรฉ Roma finรฌ per dominare il mondo etrusco, cosรฌ Spoleto, cittร  romana per eccellenza, assunse per lungo tempo una posizione di primato nellโ€™Umbria storica.
La successiva dominazione longobarda fece di Spoleto la capitale dell’omonimo ๐——๐˜‚๐—ฐ๐—ฎ๐˜๐—ผ.
ยซRuoloยป che, in qualche modo, mantenne anche dopo la sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi.
Lo ๐—ฆ๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฃ๐—ผ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ณ๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ, poi, ne conservรฒ il rango, ponendo la nostra ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ฎฬ€ a ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐˜‚๐—ผ๐—ด๐—ผ di ๐——๐—ฒ๐—น๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฎ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐˜๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ per altri sei secoli.
Questo primato storico della cittร  di ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ รจ simbolicamente richiamato nelle decorazioni del ๐—ฝ๐—ฎ๐—น๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ผ ๐—บ๐˜‚๐—ป๐—ถ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ๐—น๐—ฒ.
Infatti, nella parte superiore della sala del Sindaco di Spoleto si legge ancora oggi lโ€™iscrizione ๐—–๐—ฎ๐—ฝ๐˜‚๐˜ ๐—จ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—ฒ, quasi a rammentare al primo cittadino l’elevata dignitร  della carica ricoperta.
Per proseguire la narrazione di confronto fra le due cittร  umbre, possiamo dire che i ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ป๐—ถ furono a tal punto ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ถ da abbattere, alla fine, la ๐—ฅ๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ฎ, a suo tempo edificata da ๐—ฃ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ ๐—ฃ๐—ฎ๐—ผ๐—น๐—ผ ๐—œ๐—œ๐—œ ๐—™๐—ฎ๐—ฟ๐—ป๐—ฒ๐˜€๐—ฒ.
Gli ๐˜€๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ถ๐—ป๐—ถ, al contrario, furono cosรฌ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฝ๐—ฎ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ถ che ospitarono, fino alla fine, i delegati papali e le relative truppe in armi nella loro ๐—ฅ๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฎ, edificata a suo tempo dal Cardinale ๐—˜๐—ด๐—ถ๐—ฑ๐—ถ๐—ผ ๐—”๐—น๐—ฏ๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ผ๐˜‡.
Due cittร , ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ ๐—ฒ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ, con traiettorie storiche diverse e per molti versi concorrenti, che quasi sorprende vederle oggi nella stessa provincia.
Il ruolo di Spoleto come ๐—–๐—ฎ๐—ฝ๐˜‚๐˜ ๐—จ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ๐—ฒ fu mantenuto complessivamente per molti secoli, fino a quando con lโ€™๐—จ๐—ป๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฑโ€™๐—œ๐˜๐—ฎ๐—น๐—ถ๐—ฎ lโ€™assetto del nuovo Stato portรฒ al ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฑ๐—ผ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—ฐ๐—น๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ฎ nostra ๐—ฐ๐—ถ๐˜๐˜๐—ฎฬ€ ๐—ฎ ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ด๐—ด๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐˜‚๐—ด๐—ถ๐—ฎ.
Di questi fatti ho scritto brevemente in un altro post sul mio profilo FB, a cui rinvio gli interessati (link nei commenti).
๐—ง๐—ผ๐—ฟ๐—ป๐—ถ๐—ฎ๐—บ๐—ผ ๐—ฎ๐—น ๐—ฝ๐˜‚๐—ป๐˜๐—ผ ๐—ฐ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—น๐—ฒ.
Dicevamo che Spoleto fu importante perchรฉ era una cittร  sulla grande strada, la ๐—™๐—น๐—ฎ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ถ๐—ฎ.
Se oggi si osservasse lโ€™Umbria dallโ€™alto si noterebbe una cosa interessante. Esiste, di fatto, un ๐—ฎ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ ๐˜‚๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ผ che collega Spoleto, Foligno, Assisi, Bastia Umbra, Perugia, Deruta, Todi, Terni e di nuovo Spoleto.
Un ๐—ฎ๐—ป๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ di circa ๐Ÿญ๐Ÿฑ๐Ÿฌ ๐—ธ๐—บ di strade interconnesse (S.S. 3, S.S. 75 e S.S. 3 Bis Tiberina), ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ฎ ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฟ๐—ผ ๐—ฐ๐—ผ๐—ฟ๐˜€๐—ถ๐—ฒ, con una ๐˜€๐—ผ๐—น๐—ฎ ๐—ฒ๐—ฐ๐—ฐ๐—ฒ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ significativa nel breve tratto che va da Terni a ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ, vale a dire proprio in corrispondenza dell’affaccio sulla grande Valle Umbra.
Il nome stesso di questa valle ha subito una sorte altrettanto singolare. I contemporanei hanno perfino ๐—บ๐˜‚๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ la sua antica denominazione di ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—ป๐—ฎ in ๐—ฉ๐—ฎ๐—น๐—น๐—ฒ ๐—จ๐—บ๐—ฏ๐—ฟ๐—ฎ.
Si รจ quindi realizzato un enorme ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ผ๐˜€๐˜€๐—ผ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ.
๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ, che deve la sua grandezza dallโ€™essere stata per Roma una ๐—ฝ๐—ถ๐—ฎ๐˜‡๐˜‡๐—ฎ๐—ณ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฒ a presidio di una delle piรน importanti vie dellโ€™antichitร , oggi appare diminuita proprio perchรฉ รจ lโ€™unica cittร  dellโ€™ยซanello umbroยป rimasta senza una moderna strada di collegamento.
Scelte politiche errate, se non addirittura deliberatamente ostili a ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ, hanno condotto al suo ๐—ถ๐˜€๐—ผ๐—น๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ ๐˜ƒ๐—ถ๐—ฎ๐—ฟ๐—ถ๐—ผ, ๐—ป๐—ฒ๐—ด๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ผ proprio quella ๐—ป๐—ผ๐—ฏ๐—ถ๐—น๐—ฒ ๐˜€๐˜๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฎ che io, modestamente, ho brevemente cercato di raccontare in questo post.
Se mi consentite una similitudine tagliente, credo che gli spoletini dovrebbero prendere esempio da ๐— ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฐ๐—ผ ๐—ฃ๐—ผ๐—ฟ๐—ฐ๐—ถ๐—ผ ๐—–๐—ฎ๐˜๐—ผ๐—ป๐—ฒ, il quale soleva concludere ogni discorso al Senato con la medesima celebre frase ยซ๐—–๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ต๐—ฎ๐—ด๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—ฒ๐—ป๐—ฑ๐—ฎ ๐—ฒ๐˜€๐˜ยป, individuando in Cartagine il principale problema per Roma.
Cosรฌ anche gli spoletini, consapevoli della loro storia, dovrebbero ripetere, in conclusione di ogni discorso pubblico, una semplice frase: ยซ๐—ฆ๐—ฝ๐—ผ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ผ ๐˜ƒ๐˜‚๐—ผ๐—น๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐˜‚๐—ฎ ๐˜€๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐—ฑ๐—ฎยป.

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