anatomia del voto a spoleto

Analisi dei Flussi Elettorali e Mappe del Voto del Referendum 2026

da Alfredo

7
Capitolo

I grafici a dispersione

Relazioni esplorative tra voto, affluenza, densità e classi d’età

I grafici a dispersione consentono di osservare le relazioni tra variabili elettorali, demografiche e territoriali a livello di sezione elettorale.

Dopo aver analizzato la distribuzione geografica del voto, della partecipazione, delle classi d’età e della densità elettorale, questa sezione introduce una lettura di tipo relazionale.

Ogni punto del grafico rappresenta una sezione elettorale del Comune di Spoleto. La posizione del punto dipende dai valori assunti dalle due variabili considerate, una sull’asse orizzontale e una sull’asse verticale.

Questi grafici non hanno la funzione di dimostrare rapporti causali diretti, ma permettono di individuare eventuali associazioni, tendenze generali, concentrazioni di casi o sezioni che si discostano dal comportamento medio.

La linea di tendenza, quando presente, deve essere interpretata come una sintesi visiva della direzione generale della relazione. Essa non sostituisce l’analisi statistica, ma aiuta a formulare ipotesi e a orientare la lettura dei dati.

I grafici a dispersione svolgono quindi una funzione esplorativa, utile per collegare la dimensione territoriale del voto con le successive analisi inferenziali.

Il Grafico 5 mette in relazione affluenza e densità elettorale a livello di sezione in occasione del Referendum 2026, nell’ambito di un’analisi esplorativa delle relazioni tra variabili osservate.

La distribuzione dei punti evidenzia una dispersione significativa, senza una relazione lineare particolarmente evidente tra densità e partecipazione.

La linea tratteggiata grigia rappresenta il trend medio, da interpretare in modo puramente indicativo.
Il suo andamento pressoché piatto indica che la densità, da sola, non spiega in modo significativo le differenze di partecipazione tra le sezioni.

Passando il mouse sui singoli punti blu è possibile ottenere il dettaglio della sezione elettorale, rendendo l’analisi esplorabile a livello puntuale.

GRAFICO 5


Il Grafico 6 mette in relazione l’affluenza e l’incidenza della classe 18–34 anni a livello di sezione elettorale.

Ogni punto rappresenta una sezione del Comune di Spoleto. Sull’asse orizzontale è riportata la quota percentuale degli elettori tra 18 e 34 anni; sull’asse verticale è riportata la percentuale di affluenza al Referendum 2026.

La distribuzione dei punti suggerisce una tendenza positiva. Nelle sezioni con una maggiore incidenza relativa della componente giovanile, l’affluenza tende a risultare più elevata.

Il dato è interessante perché contrasta con una lettura scontata della partecipazione giovanile come necessariamente più debole. In questo caso, non si osservano direttamente i comportamenti individuali dei giovani, ma una caratteristica aggregata delle sezioni. La relazione indica quindi che le sezioni più giovani presentano, nel complesso, una maggiore propensione partecipativa.

La linea tratteggiata grigia sintetizza il trend medio e mostra una relazione crescente visivamente riconoscibile. Il risultato va comunque interpretato con cautela, perché la presenza di dispersione tra i punti conferma che la quota di giovani non è l’unico fattore associato alla partecipazione.

Il grafico assume valore soprattutto come indicazione territoriale. Esso suggerisce che alcune sezioni caratterizzate da una maggiore presenza giovanile sono anche sezioni più mobilitate, almeno in occasione del referendum considerato.

GRAFICO 6


Il Grafico 7 mette in relazione l’affluenza e l’incidenza della classe 35–64 anni a livello di sezione elettorale.

La fascia 35–64 anni costituisce la componente numericamente più rilevante del corpo elettorale spoletino. Proprio per questo motivo, il grafico consente di verificare se la componente centrale dell’elettorato contribuisca a differenziare le sezioni sul piano della partecipazione.

La distribuzione dei punti mostra una relazione molto debole, quasi piatta. Le sezioni con una maggiore incidenza della classe 35–64 anni non registrano livelli di affluenza sensibilmente diversi rispetto alle altre sezioni.

La linea tratteggiata rossa, che rappresenta il trend medio, presenta un’inclinazione appena percettibile. Questo indica che la fascia adulta, pur essendo decisiva per peso numerico, non sembra avere una particolare capacità di spiegare le differenze territoriali di affluenza.

Il dato è interessante proprio per questa ragione. Una classe d’età può essere molto importante nella composizione complessiva dell’elettorato, ma risultare poco discriminante nella distribuzione territoriale della partecipazione.

Il grafico invita quindi a distinguere tra peso quantitativo e capacità interpretativa. La classe 35–64 anni pesa molto nel corpo elettorale, ma la sua incidenza relativa nelle sezioni non appare associata in modo apprezzabile a variazioni significative dell’affluenza.

GRAFICO 7


Il Grafico 8 mette in relazione l’affluenza e l’incidenza della classe 65 anni e oltre a livello di sezione elettorale.

La distribuzione dei punti suggerisce una relazione leggermente negativa. Nelle sezioni con una maggiore presenza relativa della classe 65 anni e oltre, l’affluenza tende a risultare appena più contenuta, ma la relazione appare debole.

Il dato va interpretato con particolare cautela. La classe 65+ non è omogenea al suo interno: comprende elettori appena entrati nell’età anziana, spesso ancora pienamente autonomi e partecipativi, ma anche fasce di età molto avanzate, nelle quali possono incidere maggiormente condizioni di salute, mobilità ridotta, isolamento territoriale o minore capacità di recarsi fisicamente al seggio.

Per questo motivo, una lieve flessione dell’affluenza nelle sezioni più anziane appare plausibile, ma non deve essere letta come un comportamento uniforme dell’intera popolazione anziana. Più correttamente, il grafico suggerisce che dove la componente 65+ è più elevata, la partecipazione tende mediamente a ridursi in misura contenuta.

La linea tratteggiata verde, che rappresenta il trend medio, sintetizza questa lieve tendenza decrescente. La dispersione dei punti mostra tuttavia che la relazione non è forte e che la presenza della componente anziana, da sola, non spiega in modo rilevante le differenze di affluenza tra le sezioni.

Il valore del grafico sta quindi nella prudenza della sua indicazione: la struttura anagrafica può contribuire a orientare la partecipazione, ma non la determina automaticamente. La relazione osservata segnala una tendenza territoriale, non una regola valida per tutti gli elettori anziani.

GRAFICO 8


Il Grafico 9 mette in relazione la percentuale di voto No e la densità elettorale a livello di sezione.

Ogni punto rappresenta una sezione elettorale del Comune di Spoleto. Sull’asse orizzontale è riportata la densità degli elettori per chilometro quadrato; sull’asse verticale è riportata la percentuale di voti No al Referendum 2026.

La distribuzione dei punti suggerisce una relazione positiva. Nelle sezioni a maggiore densità elettorale, il voto No tende a risultare più elevato. La relazione non va intesa in modo meccanico, perché la dispersione dei punti resta presente, ma la direzione del trend appare riconoscibile.

Questo dato è interessante perché la densità elettorale, che nel rapporto con l’affluenza mostrava una relazione solo debole, sembra associarsi in modo più chiaro all’orientamento referendario. In altri termini, le sezioni più dense non partecipano necessariamente molto di più, ma tendono a esprimere una maggiore incidenza del No.

La linea tratteggiata rossa rappresenta il trend medio e sintetizza questa tendenza crescente. Essa va letta come indicazione esplorativa. Il grafico non dimostra che la densità produca un determinato orientamento di voto, ma mostra che nel territorio comunale di Spoleto le sezioni più dense presentano, in media, una maggiore propensione al No.

La relazione può essere interpretata anche in chiave territoriale. Le sezioni più dense corrispondono prevalentemente alle aree più urbanizzate, dove possono concentrarsi profili sociali, anagrafici e politici diversi rispetto alle zone periferiche e frazionali. Il voto No sembra quindi assumere una maggiore intensità nelle parti più concentrate del territorio comunale.

Il grafico suggerisce, in sintesi, che il voto referendario non si distribuisce in modo indifferenziato nello spazio. La densità non spiega da sola il risultato, ma aiuta a individuare una componente urbana del No, da leggere insieme alle successive relazioni con le classi d’età e con i flussi elettorali.

GRAFICO 9


Il Grafico 10 mette in relazione la percentuale di voto No e l’incidenza della classe 18–34 anni a livello di sezione elettorale.

Ogni punto rappresenta una sezione del Comune di Spoleto. Sull’asse orizzontale è riportata la quota percentuale degli elettori tra 18 e 34 anni; sull’asse verticale è riportata la percentuale di voti No al Referendum 2026.

La distribuzione dei punti suggerisce una relazione positiva. Nelle sezioni con una maggiore incidenza relativa della componente giovane, il voto No tende a risultare più elevato. La relazione non è priva di dispersione, ma il suo orientamento appare riconoscibile.

Il dato è particolarmente interessante perché collega due elementi già emersi nei grafici precedenti: le sezioni con una maggiore presenza di elettori giovani tendono a mostrare una partecipazione più elevata e, al tempo stesso, una maggiore incidenza del No.

Questa doppia associazione va interpretata con prudenza. Il grafico non consente di affermare che i singoli elettori giovani abbiano votato No in misura prevalente, perché l’analisi resta condotta su dati aggregati per sezione. Esso indica però che le sezioni più giovani presentano un profilo referendario più favorevole al No.

La linea tratteggiata rossa rappresenta il trend medio e sintetizza questa tendenza crescente. La sua inclinazione segnala che la componente giovanile, più della sola densità elettorale, sembra contribuire a distinguere le sezioni con maggiore presenza del No.

Il grafico suggerisce quindi una possibile componente anagrafico-territoriale del voto referendario. Il No appare relativamente più forte nelle sezioni dove la fascia 18–34 anni pesa di più, mentre tende a ridursi nelle sezioni meno giovani.

Il valore del grafico non è dimostrativo, ma interpretativo. Esso aiuta a formulare un’ipotesi: nel territorio comunale di Spoleto, il voto No sembra trovare maggiore intensità nelle sezioni più giovani e più mobilitate. Questa indicazione dovrà poi essere letta insieme alla successiva analisi dei flussi per classi d’età.

GRAFICO 10


Il Grafico 11 mette in relazione la percentuale di voto No e l’incidenza della classe 35–64 anni a livello di sezione elettorale.

Ogni punto rappresenta una sezione del Comune di Spoleto. Sull’asse orizzontale è riportata la quota percentuale degli elettori tra 35 e 64 anni; sull’asse verticale è riportata la percentuale di voti No al Referendum 2026.

La distribuzione dei punti mostra una relazione molto debole. La linea di tendenza appare quasi piatta e segnala che la maggiore o minore incidenza della classe 35–64 anni non modifica in modo apprezzabile la presenza del No nelle diverse sezioni.

Il dato è interessante proprio perché riguarda la classe numericamente più consistente del corpo elettorale. La fascia 35–64 anni pesa molto in termini quantitativi, ma non sembra distinguere con chiarezza le sezioni più orientate verso il No da quelle meno orientate.

Questo risultato conferma una distinzione importante: una classe d’età può essere centrale nella composizione complessiva dell’elettorato, ma non necessariamente avere una forte capacità interpretativa nella distribuzione territoriale del voto.

La linea tratteggiata rossa, che rappresenta il trend medio, sintetizza questa relazione appena accennata. La dispersione dei punti conferma che la quota di elettori tra 35 e 64 anni, presa isolatamente, non appare sufficiente a spiegare le differenze territoriali del No.

Il grafico invita quindi a una lettura prudente. La classe adulta contribuisce certamente alla formazione del risultato complessivo per il suo peso numerico, ma la sua incidenza relativa nelle sezioni non sembra associarsi in modo significativo a una maggiore o minore propensione al No.

In sintesi, il Grafico 11 mostra che il voto No non trova nella fascia 35–64 anni una caratterizzazione territoriale forte. A differenza della classe 18–34 anni, che mostrava una relazione positiva più riconoscibile, la fascia adulta appare più trasversale e meno discriminante rispetto all’orientamento referendario.

GRAFICO 11


Il Grafico 12 mette in relazione la percentuale di voto No e l’incidenza della classe 65 anni e oltre a livello di sezione elettorale.

Ogni punto rappresenta una sezione del Comune di Spoleto. Sull’asse orizzontale è riportata la quota percentuale degli elettori di 65 anni e oltre; sull’asse verticale è riportata la percentuale di voti No al Referendum 2026.

La distribuzione dei punti suggerisce una marcata relazione negativa. Nelle sezioni con una maggiore presenza relativa della classe 65+, il voto No tende a risultare più contenuto. Per conseguenza, in quelle stesse sezioni tende a rafforzarsi relativamente il peso del Sì.

Il dato va interpretato con prudenza. Anche in questo caso non si osservano i comportamenti individuali degli elettori anziani. Si può però osservare che le sezioni più anziane presentano, in media, una minore incidenza del No e di conseguenza una maggiore presenza del Sì.

La linea tratteggiata verde rappresenta il trend medio e sintetizza questa tendenza decrescente. La sua inclinazione segnala che la componente anziana sembra contribuire a distinguere le sezioni con minore presenza del No, pur senza costituire una spiegazione autosufficiente del risultato.

Il confronto con il Grafico 10 è particolarmente utile. Le sezioni con maggiore presenza della classe 18–34 anni tendono a mostrare una maggiore incidenza del No; le sezioni con maggiore presenza della classe 65+ tendono invece a mostrare una minore incidenza del No. Ne emerge una possibile polarità anagrafico-territoriale nella distribuzione del voto referendario tra il No e il Sì.

Questa polarità non va letta in termini rigidi. La classe 65+ è internamente eterogenea e comprende elettori con condizioni sociali, culturali e personali molto diverse. Tuttavia, sul piano aggregato, il grafico suggerisce che la struttura anagrafica delle sezioni contribuisce a descrivere la geografia del Sì e del No.

In sintesi, il Grafico 12 rafforza l’idea che il voto referendario presenti una componente demografica leggibile territorialmente. Il No appare relativamente più forte nelle sezioni più giovani e meno presente in quelle più anziane; il Sì, per converso, tende a trovare maggiore spazio nelle sezioni con una più alta incidenza della classe 65 anni e oltre.

GRAFICO 12


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