I NODI STANNO ARRIVANDO AL PETTINE

da Alfredo
La ๐†๐ฅ๐จ๐›๐š๐ฅ ๐’๐ฎ๐ฆ๐ฎ๐ ๐…๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐ฅ๐ฅ๐š ha ottenuto uno straordinario successo di “pubblico” – un poโ€™ meno di “critica” – al punto da piegare, sotto la pressione delle piazze, il ministro della Difesa ๐‚๐ซ๐จ๐ฌ๐ž๐ญ๐ญ๐จ a inviare la fregata italiana ๐…๐š๐ฌ๐š๐ง per proteggere la spedizione in acque internazionali.
Anche il primo ministro spagnolo ๐’รก๐ง๐œ๐ก๐ž๐ณ ha compiuto una mossa analoga, ottenendo perรฒ minore risonanza internazionale, vista la sua collocazione politica piรน vicina a quella dei ๐Ÿ๐ฅ๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข.
La presidente del Consiglio ๐Œ๐ž๐ฅ๐จ๐ง๐ข, fiutando il mutare dellโ€™opinione pubblica, ha spostato lโ€™asse del Governo su posizioni piรน popolari, arrivando a criticare apertamente Israele per la sproporzione nella risposta militare e a dichiararsi pronta a riconoscere la Palestina come Stato.
Lo farebbe perรฒ solo a due condizioni giuste ma difficilmente realizzabili: il rilascio degli ostaggi israeliani e, soprattutto, lโ€™harakiri politico-militare di Hamas.
Una mossa che, dietro lโ€™apparente apertura, consente in realtร  di non riconoscere la Palestina, vista lโ€™improbabilitร  che tali condizioni si verifichino.
Nel frattempo, ๐๐ฎ๐ญ๐ข๐ง continua a scorrazzare con i suoi Mig lungo i cieli di frontiera dellโ€™Unione Europea, testando la nostra reattivitร  e coesione.
Se si puรฒ “forse” avere qualche riserva quando a denunciare questi sconfinamenti sono i Paesi baltici o la Polonia, storicamente antagonisti della Russia, tuttavia ogni dubbio dovrebbe cadere quando le stesse denunce provengono dalla “solida” ๐†๐ž๐ซ๐ฆ๐š๐ง๐ข๐š.
๐ˆ ๐ง๐จ๐๐ข ๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐ง๐จ ๐š๐ซ๐ซ๐ข๐ฏ๐š๐ง๐๐จ ๐š๐ฅ ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐ข๐ง๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฅโ€™๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐š ๐”๐„.
๐‹๐Ž ๐’๐‚๐„๐๐€๐‘๐ˆ๐Ž ๐๐„๐‹ ๐Œ๐„๐ƒ๐ˆ๐“๐„๐‘๐‘๐€๐๐„๐Ž
Sul fronte meridionale, la crisi si avvicina a un punto di svolta.
Cosa accadrร  quando le ๐Ÿ“๐ŸŽ ๐ข๐ฆ๐›๐š๐ซ๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข della Flottilla raggiungeranno la ๐ณ๐จ๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐Ÿ ๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐ง๐š๐ฎ๐ญ๐ข๐œ๐ก๐ž dalla terraferma e la fregata italiana dovrร  virare non potendo oltrepassare quel limite senza esporre lโ€™Italia a un incidente diplomatico e forse militare di proporzioni gravissime?
A quel punto, cosa farร  la Flottilla, attraverserร  il “Rubicone” al grido di “alea iacta est”, oppure devierร  la rotta verso una destinazione concordata con l’esercito israeliano?
E se almeno una parte delle imbarcazioni decidesse di proseguire, perchรฉ lโ€™obiettivo politico dichiarato non รจ soltanto portare viveri, ma soprattutto rompere lโ€™isolamento navale di Gaza, che cosa accadrร  allora?
In questโ€™ultimo scenario, lโ€™inevitabile intervento di Israele quali conseguenze avrebbe?
Sarebbe percepito dallโ€™opinione pubblica occidentale come un encomiabile atto di coraggio dei flottiglisti o come un inutile azzardo capace di trascinarci direttamente in un conflitto armato?
Va ricordato che a bordo viaggiano parlamentari di primo piano delle maggiori forze del “Campo largo” italiano, presenti con il placet ufficiale dei leader dei rispettivi partiti.
๐‹๐Ž ๐’๐‚๐„๐๐€๐‘๐ˆ๐Ž ๐’๐”๐‹ ๐…๐‘๐Ž๐๐“๐„ ๐Ž๐‘๐ˆ๐„๐๐“๐€๐‹๐„
Sul fronte orientale, la situazione รจ ancora piรน inquietante.
Lโ€™ambasciatore russo in Francia, ๐Œ๐ž๐ฌ๐ก๐ค๐จ๐ฏ, ha affermato che โ€œse fossero abbattuti jet russi che violano lo spazio aereo dellโ€™UE, sarebbe guerraโ€.
Una minaccia di eccezionale gravitร , che non lascia spazio a interpretazioni.
E allora, quali regole di ingaggio adotteranno i Paesi europei se questi sconfinamenti aerei russi dovessero intensificarsi?
Lโ€™Europa, giร  divisa sulla gestione della crisi mediorientale, si troverร  a dover affrontare una scelta drammatica anche sul lato orientale, giร  sotto pressione per la guerra russo-ucraina.
La straordinaria gravitร  della situazione meriterebbe un dibattito uegente, serio e approfondito in Parlamento.
Temo che ciรฒ non accadrร  perchรฉ le forze politiche italiane sembrano occuparsi quasi completamente delle elezioni regionali di Marche, Valle dโ€™Aosta e seguenti, piuttosto che delle questioni ben piรน rilevanti sopra accennate.

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