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Sono molto addolorato per la morte di Papa Francesco.
Era una brava persona.
Il mio giudizio può sembrare troppo amichevole per riferirsi a un Papa, troppo semplice per il Vicario di Cristo.
Eppure, confesso che è stato il primo pensiero che ho avuto quando ho saputo della sua morte.
Anche dopo averci riflettuto più a lungo, credo ancora che sia l’espressione più adatta per descrivere Papa Francesco.
Sì, Papa Francesco era una brava persona.
In questa frase, all’apparenza semplice, forse troppo semplice, risiede tutta la grandezza rivoluzionaria dell’uomo e del Vescovo di Roma: egli ha testimoniato con la sua vita concreta il Vangelo.
E, l’essenza del Vangelo, a mio sommesso giudizio, sta nel “Discorso della Montagna”, in cui si esalta la semplicità, condizione essenziale per l’autenticità e la sincerità.
In quelle parole del Messia riconosco il percorso, il pensiero e gli atti di Papa Francesco.
Solo tenendo a mente quel discorso, possiamo comprendere il quesito spiazzante che Papa Francesco ripeteva: “Chi sono io per giudicare?”
Per queste ragioni, in ossequio alla semplicità evangelica, vorrei rivolgergli, con immenso affetto, il più semplice dei saluti: 𝗖𝗶𝗮𝗼 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼.
