L’ERUDITO È UNO CHE LA SOCIETÀ HA SCONFITTO

da Alfredo

Umberto Eco, il celebre scrittore, semiologo e filosofo, nel 2015 pubblicò il romanzo “Numero Zero”, in cui si affrontavano temi come la teoria della cospirazione, il mondo del giornalismo, la mediocrità e il fallimento.

Nel libro in parola, un commendatore poco commendevole assumeva un giornalista, chiamato Colonna, per far parte di una redazione incaricata di realizzare numeri “zero”, cioè edizioni di prova, di un nuovo quotidiano denominato “Domani”.

Il giornale, però, non doveva realmente uscire nelle edicole, in quanto serviva solo per creare pressioni politiche e ricatti.

Durante una conversazione tra Colonna e una sua collega giornalista, egli, che si sentiva un fallito, pronunciò le seguenti parole.

«I perdenti, come gli autodidatti, hanno sempre conoscenze più vaste dei vincenti.
Se vuoi vincere, devi sapere una cosa sola e non perdere tempo a saperle tutte.
Il piacere dell’erudizione è riservato ai perdenti.
Più cose uno sa, più le cose non gli sono andate per il verso giusto».

Una considerazione tanto amara quanto vera.

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