COSA FATTA CAPO HA

da Alfredo
๐—–๐—ข๐—ฆ๐—” ๐—™๐—”๐—ง๐—ง๐—” ๐—–๐—”๐—ฃ๐—ข ๐—›๐—”
In Umbria, in Emilia e nelle Marche appenniniche forte รจ sempre stata lโ€™influenza culturale toscana.
Molti, anche nello spoletino, avranno senzโ€™altro sentito pronunciare, specie dai piรน anziani, il seguente proverbio: ยซ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขยป.
Alle radici di questo detto si trova la grande storia.
Per spiegare le origini della massima ยซ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขยป, si deve fare un balzo indietro nel tempo fino all’anno 1216 e posizionarsi a ๐™๐™ž๐™ง๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š.
In quel tempo, tra le famiglie piรน illustri di ๐™๐™ž๐™ง๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š, si annoveravano, tra i ๐™‚๐™ช๐™š๐™ก๐™›๐™ž, i ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž e i ๐˜ฟ๐™ค๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ž, mentre, tra i ๐™‚๐™๐™ž๐™—๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™ฃ๐™ž, gli ๐˜ผ๐™ข๐™ž๐™™๐™š๐™ž e i ๐™‡๐™–๐™ข๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ž.
Dallo scontro tra queste casate ebbe l’avvio la contrapposizione armata tra le due grandi fazioni dei ๐™‚๐™ช๐™š๐™ก๐™›๐™ž e dei ๐™‚๐™๐™ž๐™—๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™ฃ๐™ž.
Lโ€™ideologia ๐™œ๐™ช๐™š๐™ก๐™›๐™–, filo-papale, e quella ๐™œ๐™๐™ž๐™—๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™ฃ๐™–, filo-imperiale, insieme alle relative fazioni, erano giร  radicate a ๐™๐™ž๐™ง๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š prima dellโ€™episodio di cui si sta per narrare, tuttavia esso fu, dapprima, il detonatore di efferate faide e poi segnรฒ lโ€™inizio della lunga stagione di lotte civili che insanguinarono quella cittร  per il restante Duecento.
๐—œ๐—Ÿ ๐—–๐—”๐—ฆ๐—จ๐—ฆ ๐—•๐—˜๐—Ÿ๐—Ÿ๐—œ
Il giovane ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™™๐™šโ€™ ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž, cavaliere bello e fiero, era destinato a sposare una fanciulla della casata degli ๐˜ผ๐™ข๐™ž๐™™๐™š๐™ž, secondo gli accordi tra le rispettive famiglie.
I ๐˜ฟ๐™ค๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ž, rivali degli ๐˜ผ๐™ข๐™ž๐™™๐™š๐™ž, convinsero il giovane a rompere il fidanzamento con la promessa sposa e a unirsi invece in matrimonio con una loro parente.
Lโ€™offesa fu troppo grande per essere ignorata dagli ๐˜ผ๐™ข๐™ž๐™™๐™š๐™ž.
Essi si riunirono in consiglio per decidere la vendetta.
Alcuni, timorosi di innescare una faida, proposero di infliggere unโ€™umiliazione simbolica al ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™™๐™šโ€™ ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž, altri raccomandarono una punizione piรน severa, tuttavia ๐™ˆ๐™ค๐™จ๐™˜๐™– ๐™™๐™šโ€™ ๐™‡๐™–๐™ข๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ž, loro alleato, li convinse a non indugiar oltre e ad agire risolutamente, comminando il massimo della pena possibile, quella capitale, pronunciando al riguardo parole guerriere destinate a diventare proverbiali: ยซ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขยป.
Fu cosรฌ deciso lโ€™assassinio del giovane ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™™๐™šโ€™ ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž.
La mattina di Pasqua del 1216, ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™š ๐™™๐™šโ€™ ๐˜ฝ๐™ช๐™ค๐™ฃ๐™™๐™š๐™ก๐™ข๐™ค๐™ฃ๐™ฉ๐™ž attraversรฒ ๐™๐™ž๐™ง๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š a cavallo, vestito a festa per le nozze con la giovane del casato dei ๐˜ฟ๐™ค๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ž.
Giunto al Ponte Vecchio, presso la statua di Marte, fu assalito e ucciso dagli ๐˜ผ๐™ข๐™ž๐™™๐™š๐™ž.
Quel sangue aprรฌ una ferita insanabile, ๐™๐™ž๐™ง๐™š๐™ฃ๐™ฏ๐™š si divise in due fazioni contrapposte, ๐™‚๐™ช๐™š๐™ก๐™›๐™ž e ๐™‚๐™๐™ž๐™—๐™š๐™ก๐™ก๐™ž๐™ฃ๐™ž, destinate a combattersi aspramente.
๐——๐—”๐—ก๐—ง๐—˜ ๐—”๐—Ÿ๐—œ๐—š๐—›๐—œ๐—˜๐—ฅ๐—œ ๐—˜ ๐— ๐—ข๐—ฆ๐—–๐—” ๐——๐—˜โ€™ ๐—Ÿ๐—”๐— ๐—•๐—˜๐—ฅ๐—ง๐—œ
๐˜ฟ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™š, nella ๐˜ฟ๐™ž๐™ซ๐™ž๐™ฃ๐™– ๐˜พ๐™ค๐™ข๐™ข๐™š๐™™๐™ž๐™–, al ๐˜พ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™ค ๐™“๐™“๐™‘๐™„๐™„๐™„ dell’๐™„๐™ฃ๐™›๐™š๐™ง๐™ฃ๐™ค, collocรฒ ๐™ˆ๐™ค๐™จ๐™˜๐™– ๐™™๐™šโ€™ ๐™‡๐™–๐™ข๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ž tra i ๐™จ๐™š๐™ข๐™ž๐™ฃ๐™–๐™ฉ๐™ค๐™ง๐™ž ๐™™๐™ž ๐™™๐™ž๐™จ๐™˜๐™ค๐™ง๐™™๐™ž๐™–, in compagnia di ๐™ˆ๐™–๐™ค๐™ข๐™š๐™ฉ๐™ฉ๐™ค, ๐˜ผ๐™กรฌ, ๐™‹๐™ž๐™š๐™ง ๐™™๐™– ๐™ˆ๐™š๐™™๐™ž๐™˜๐™ž๐™ฃ๐™–, ๐˜พ๐™ช๐™ง๐™ž๐™ค๐™ฃ๐™š e ๐˜ฝ๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ง๐™–๐™ฃ ๐™™๐™š ๐˜ฝ๐™ค๐™ง๐™ฃ.
In questa bolgia un demone con una spada affilata colpisce i dannati, infliggendo loro dolorosi squarci nella carne viva, tuttavia, nel mentre essi compiono il giro che li riporterร  sotto la spada del demone, le ferite si risanano, giusto in tempo per essere cruentemente riaperte.
Un supplizio eterno.
Il senso del contrappasso dantesco รจ che, in vita, essi divisero la societร , le famiglie e i popoli, e ora, nellโ€™Inferno, sono i loro corpi ad essere divisi nel dolore.
๐™ˆ๐™ค๐™จ๐™˜๐™– ๐™™๐™šโ€™ ๐™‡๐™–๐™ข๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ž รจ descritto con le mani mozzate, perchรฉ le sue parole fatali generarono faide e divisioni.
๐˜ฟ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™š, nei suoi endecasillabi, ricorda la frase che rese tristemente famoso ๐™ˆ๐™ค๐™จ๐™˜๐™– ๐™™๐™šโ€™ ๐™‡๐™–๐™ข๐™—๐™š๐™ง๐™ฉ๐™ž:
ยซโ€ฆ ๐˜™๐˜ช๐˜ค๐˜ฐ๐˜ณ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ณ๐˜ขโ€™ ๐˜ต๐˜ช ๐˜ข๐˜ฏ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ฆ๐˜ญ ๐˜”๐˜ฐ๐˜ด๐˜ค๐˜ข,
๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ฅ๐˜ช๐˜ด๐˜ด๐˜ฆ, ๐˜ญ๐˜ข๐˜ด๐˜ด๐˜ฐ!, “๐˜Š๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ข ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข”, ๐˜ค๐˜ฉ๐˜ฆ ๐˜ง๐˜ถ ๐˜ฎ๐˜ข๐˜ญ ๐˜ด๐˜ฆ๐˜ฎ๐˜ฆ ๐˜ฑ๐˜ฆ๐˜ณ ๐˜ญ๐˜ข ๐˜จ๐˜ฆ๐˜ฏ๐˜ต๐˜ฆ ๐˜ต๐˜ฐ๐˜ด๐˜ค๐˜ข.ยป
Io credo che la frase โ€œ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขโ€ sia stata riportata da ๐˜ฟ๐™–๐™ฃ๐™ฉ๐™š nella forma rovesciata โ€œ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ข ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ขโ€ per questioni rimiche, tuttavia il significato resta identico e come tale รจ giunto fino a noi, uomini e donne del XXI secolo.
๐—Ÿ๐—” ๐—–๐—ฅ๐—œ๐—ฆ๐—ง๐—”๐—Ÿ๐—Ÿ๐—œ๐—ญ๐—ญ๐—”๐—ญ๐—œ๐—ข๐—ก๐—˜ ๐—ฃ๐—ฅ๐—ข๐—ฉ๐—˜๐—ฅ๐—•๐—œ๐—”๐—Ÿ๐—˜
Il proverbio ยซ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขยป significa ancora oggi che unโ€™azione risoluta, che produca un fatto irrevocabile, vale piรน dellโ€™incertezza del dubbio e della paralisi dellโ€™indecisione.
Concludere con decisione una questione sgombra il campo dallโ€™ambiguitร  e apre la strada a un nuovo inizio.
Purtroppo, nel Duecento fiorentino, la sentenza ยซ๐˜ค๐˜ฐ๐˜ด๐˜ข ๐˜ง๐˜ข๐˜ต๐˜ต๐˜ข ๐˜ค๐˜ข๐˜ฑ๐˜ฐ ๐˜ฉ๐˜ขยป fu la formula che scatenรฒ la guerra civile.

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